La Repubblica, 30 Luglio 2002 Le altre News
ERSILIA SALVATO SBATTE LA PORTE E SE NE VA
di Ottavio Lucarelli
Un male oscuro che Ersilia
Salvato aveva tracciato su Repubblica in un articolo del 6 luglio. Un male
oscuro che ieri pomeriggio, ad appena cinquanta giorni da un successo elettorale
importantissimo per il centrosinistra campano, ha portato l'ex senatrice a
gettare la spugna e ad annunciare le dimissioni. Un male oscuro che per sei
settimane si traduceva nella richiesta di posti in giunta da parte di Udeur,
Verdi e Rifondazione e che ieri, nella seconda seduta della gestione Salvato, si
è trasformato in mancanza del numero legale. Riunione del Consiglio saltata
ancora prima di cominciare tra le proteste di famiglie che attendono il varo dei
provvedimenti sui contributi per gli alloggi. Duecento persone che aspettano lo
stanziamento di un contributo di integrazione al canone che hanno reagito
fischiando e urlando.
Alle 17, al momento dell'appello, il centrodestra è uscito dall'aula mentre
erano assenti anche cinque componenti su diciotto della maggioranza di
centrosinistra: i tre dello Sdi, il consigliere dei Verdi e Maurizio Apuzzo, uno
dei tre Udeur. La Salvato non ci ha pensato a lungo. Ha riunito subito la giunta
e ha annunciato le dimissioni prima agli assessori e poi alla città: «Non
intendo sottovalutare la gravità di quanto accaduto. La mancanza del numero
legale ha impedito l'approvazione di due importanti provvedimenti, il primo per
i dipendenti comunali ma soprattutto l'altro in favore dei ceti meno abbienti
che attendono da mesi il contributo alloggiativo. Quanto accaduto, inoltre, non
ha consentito di svolgere un dibattito serio sulle difficoltà della maggioranza
all'indomani della formazione della giunta, difficoltà i cui echi sono stati
presenti in alcuni interventi nel dibattito della scorsa seduta consiliare».
La Salvato, per legge, ha venti giorni per ripensarci. Un mese di agosto che si
annuncia caldissimo. «Si riconferma sostiene il sindaco dimissionario una
distanza forte tra la politica e le attese dei cittadini. Mentre intorno al
sindaco e alla giunta cresce l'attenzione da parte della città, i comportamenti
della politica, sia della maggioranza che non dà prova di coesione e solidarietà,
sia dell'opposizione che fa mancare il numero legale su provvedimenti che
riguardano interessi generali, sono segnati da una cultura vecchia e a tratti
irresponsabile. Non posso non prendere atto che i tentativi di innovazione che,
pur tra difficoltà, stavamo cercando di realizzare rischiano di essere
vanificati da una pratica politica che nei fatti si rivela indifferente alla
domanda di cambiamento che la città esprime con tanta forza. A questo punto
diventa forte il rammarico di non aver potuto in queste settimane dare tutte le
risposte che la città attendeva perché il nostro lavoro è stato impedito da
sterili polemiche».
Venti giorni per decidere. Basterà a farle cambiare idea un documento a
sostegno della Salvato firmato ieri sera da Ds, Sdi, Margherita e Udeur? Basterà
il sostegno confermato in serata dal segretario provinciale dei Ds Diego
Belliazzi? Venti giorni caldissimi.