Unico partito a disertare l'incontro di ieri. E il sindaco boccia un documento la crisi
Castellammare, i Verdi non incontrano la Salvato

Tutti presenti meno uno al tavolo del sindaco dimissionario di Castellammare di Stabia, Ersilia Salvato, nel tentativo di ricomporre la crisi. C'erano segretari provinciali e capigruppo consiliari, a rinnovare l'appoggio al primo cittadino, meno il consigliere dei Verdi. E non a caso, fra dichiarazioni concilianti di partiti decisissimi a far quadrato per evitare la figuraccia di un flop a cinquanta giorni dall'insediamento, quella di Alberto Patruno, portavoce provinciale del Sole che ride, sembra invece una dichiarazione di guerra: «I Verdi non sono servi sciocchi, e deleghe in bianco non ne fanno a nessuno, soprattutto se il primo atto è aprire le zone a traffico limitato delle auto. Siamo disponibili alla ricomposizione solo se anche il sindaco vorrà a sua volta fare un passo indietro e ragionare in termini politici». Il che fa andare in bestia Attilio Menduni De Rossi, segretario cittadino dell'Italia dei Valori, che sbotta: «L'assenza è ingiustificabile. O non si ha la consapevolezza delle conseguenze o non si hanno argomentazioni da esporre».
Di tenore assai diverso l'opinione di Bruno Terracciano, segretario provinciale dell'Udeur, l'altro partito che per cinquanta giorni è stato la spina nel fianco della Salvato: «Non poniamo problemi di poltrone. Abbiamo chiesto al sindaco di valorizzare il rapporto con i capigruppo e abbiamo accolto con soddisfazione la promessa che fra un anno ci sarà una verifica sull'operato della giunta. Non possiamo che esprimere un giudizio positivo sul confronto che si è sviluppato». Giudizio condiviso da Diego Belliazzi, segretario provinciale dei Ds («Un confronto utile sul nuovo rapporto tra sindaco e partiti. Non è più tempo di sindaci monarchi né di partiti onnivori»), mentre la segreteria cittadina dei Ds con Nicola Corrado saggiamente avverte: «Serve una riflessione profonda sui limiti di una coalizione elettorale che stenta a trasformarsi in coalizione politica».
Mentre continuano a fioccare gli attestati di stima e di apprezzamento per il gesto di rottura (ieri le ha telefonato tra gli altri Sergio Piro) e l'Associazione "10 giugno" ha fatto stampare un manifesto dal titolo "una scelta difficile e coraggiosa", il sindaco dimissionario non cede di un passo. Ieri ha ascoltato tutti, ma ha respinto una prima bozza di documento presentata dai partiti. (e. b.)