da Il Mattino 7 Agosto 2002
Preoccupazione numero uno di Gianfranco Nappi, segretario
regionale Ds: spegnere la miccia stabiese, quella che durante la scorsa
settimana ha mandato in fibrillazione un centro sinistra che già intravede
all’orizzonte la ripresa di settembre, quando sullo scacchiere politico
potrebbero ricadere richieste di verifica in Regione. Meglio dunque archiviare
un caso, quello di Castellammare, «che nasconde questioni di fondo che vanno al
di là della dimensione locale», avverte Nappi.
Ha ragione Salvato: i partiti devono farsi da parte?
«Condivido la sostanza della questione posta dal sindaco: l’esercizio del
potere per le forze politiche non può essere il fine, ma un mezzo per risolvere
i problemi della gente e acquisire consensi. Detto ciò, senza partiti non c’è
democrazia e si rischia di inciampare in forme plebiscitarie modello Berlusconi».
Intanto a Castellammare si è rischiato di sciogliere il Consiglio comunale dopo
soli cinquanta giorni. Si poteva evitare?
«Il centro sinistra, dopo le sconfitta alle Politiche, ha l’obbligo di
rinnovarsi. È una ricerca aperta di cui l’Ulivo si sta facendo carico. In
questa ottica la vicenda stabiese è significativa, ma adesso le energie messe
in campo vanno indirizzate in modo positivo e non distruttivo».
Spazio ai movimenti?
«Sapendo che come nascono possono morire... Per questo il ruolo dei partiti è
insostituibile, a patto che non pensino di esercitare un ruolo totalizzante come
in passato».
Sulla Regione pesano richieste di verifica da parte di Mastella e Rifondazione:
si prospettano liti come a Castellammare?
«Mai come negli ultimi tempi Consiglio e giunta hanno lavorato sodo, producendo
leggi e atti amministrativi di grande importanza. Se partiamo da questo dato, a
settembre sarà più facile discutere di quali obiettivi si pone la maggioranza
di centro sinistra per la seconda metà della legislatura».
Niente rimpasti?
«Sono disposto a parlare di tutto, ma devono restare separati il piano politico
da quello istituzionale, che resta di esclusiva competenza del presidente e
della giunta. Come principale partito della coalizione siamo invece pronti a
produrre il massimo sforzo in un congresso programmatico. Niente mozioni e nomi
da eleggere, ma un dibattito serrato sullo sviluppo, la Sanità, la lotta alla
camorra. È questo il segno della svolta che vogliamo imprimere al nostro
partito, sperando di offrire un valido sostegno all’azione di governo della
Regione, come nei tanti Comuni amministrati da sindaci di centro sinistra».
p. p.