«Sono qui per battermi contro lo strapotere dei partiti e
perché credo che la Salvato sia l'ultima speranza per questa città», Bruno
Parlato stringe tra le mani un cartello con su scritto: «Voglio una città che
sorrida». È uno dei tanti supporters del sindaco che poco prima dell'inizio
del Consiglio comunale affolla la piazza che si affaccia sul Municipio. Anche
lui ha raccolto firme nei giorni scorsi perché il primo cittadino facesse
dietro front sulle sue dimissioni. Alle 17 attende anche lui l'arrivo di Antonio
Di Pietro per prendere parte al girotondo organizzato dal leader dell'Italia dei
Valori. Il Consiglio comunale è appena cominciato quando Di Pietro arriva in
piazza accolto da una folla festosa.
«Quello che sta accadendo qui a Castellammare può essere un modello da
esportare. Io dico che ogni sindaco deve avere la possibilità di governare. La
Salvato ha voluto dare semplicemente un segnale. Questo non significa ovviamente
che i partiti devono sparire. Il loro ruolo deve essere quello di contribuire
all'individuazione della classe politica e di controllare l'operato
dell'Amministrazione comunale». Poi accenna a un girotondo che subito, però,
si scioglie. La piazza non è molto convinta. «I girotondi li fa l'opposizione
contro il governo, noi siamo qui a batterci perchè il nostro sindaco resti al
suo posto», dice un signore con la tessera della Quercia. Di Pietro resta a
stringere mani ancora per qualche minuti, non sale su in aula «per una
questione di delicatezza nei confronti della Salvato», dice, mentre si fa
trascinare dalla folla che gli chiede di visitare il centro antico di
Castellammare.
c.b.