da "Il Mattino" , 6 agosto 2002
CINZIA BRANCATO
Ha deciso: resta sindaco e ritira le dimissioni, dopo avere tenuto un po’
tutti sul filo del rasoio. È soddisfatta Ersilia Salvato, primo cittadino di
Castellammare che una una settimana fa ha puntato i piedi fino a lasciare
l'incarico dopo appena 50 giorni, denunciando il presunto assedio delle eterne
mediazioni politiche.
Si rinfila la fascia tricolore fa al termine di una seduta di Consiglio comunale
affollata. All'appello delle ore 17 sono presenti i 30 consiglieri comunali,
tranne uno, il rappresentante dei Verdi, ma la sua è soltanto un'assenza
giustificata da motivi di lavoro. Oltre le transenne spingono i supporter della
Salvato. Nell'aula surriscaldata di Palazzo Farnese il clima è da stadio. A
sostegno del sindaco i cittadini esibiscono striscioni: «Salvato, salvaci».
Pochi minuti prima, giù in piazza, si è anche svolto un girotondo organizzato
per lei da Antonio Di Pietro. Quando il sindaco prende la parola giù gli
applausi, mentre arrivano fischi e urla di protesta quando qualche consigliere
comunale critica le scelte politiche compiute nei primi mesi di amministrazione.
Alla minoranza non resta che prendere atto.
Si piegano a ogni richiesta della Salvato i partiti dell'Ulivo. Il documento
programmatico che i segretari provinciali e i capigruppo comunali hanno
preparato nei giorni scorsi per convincerla a ritirare le dimissioni, e in
mattinata hanno sottoposto alla sua attenzione, viene rivisto e corretto in vari
punti secondo le condizioni dettate proprio dal sindaco. Nessuno protesta.
Il documento è un atto di ubbidienza. A leggerlo in aula, provvede il
capogruppo ds, Nicola Corrado: «La capacità, autonoma, del sindaco - si legge
in alcuni passaggi delle nove pagine dattiloscritte - di compiere scelte e atti
di governo è fuori discussione. Al tempo stesso sarebbe un grave errore
radicalizzare lo scontro tra i partiti ed espressioni della società civile;
evitare pregiudiziali solitudini degli uni o degli altri è compito della
politica e delle sue innovazioni. È necessaria la ricerca di un nuovo
equilibrio che affermi le prerogative di autonomia del primo cittadino e
l'insostituibile ruolo dei partiti nel concorrere al governo della città». I
partiti della coalizione naturalmente non mancano di rinnovarle la fiducia e
l'invito a ritirare le dimissioni. Concludono, infine con la richiesta di una
verifica da qui a un anno sui punti fondamentali del programma elettorale e
lanciano una proposta: «Tra partiti e sindaco stabiliamo un patto sul quale si
fondi una lealtà di sostegno che non risulti astratta, che dia il via nel
contempo alla valorizzazione delle forze che hanno sostenuto la difficile
competizione elettorale di due mesi fa».
Il dibattito va avanti fino alle 22 fino a quando prende la parola il sindaco:
«Il documento di questa sera - dice - ha un valore, se seguito da atteggiamenti
coerenti e costruttivi voglio sottolineare, che questo è il primo documento, ma
anche l'ultimo. Che nessuno pensi che vi sia un succedersi di eventi simili. Io
ho chiesto una profonda adesione sull'innovazione politica che la città si
aspetta. Penso che viste le riflessioni da domani si possa iniziare a governare
con più stabilità».