Appello dell’Ulivo alla Salvato: ripensaci
GIULIANA CASO
È stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo: il mancato
svolgimento del Consiglio comunale di ieri pomeriggio a Castellammare per il
ritardo di un quarto d'ora di alcuni consiglieri della maggioranza e per
l'abbandono dell'aula, al momento dell'appello, da parte di quelli della
minoranza ha fatto pendere la bilancia del sindaco Ersilia Salvato dalla parte
delle dimissioni, da cui era già fortemente tentata per le crisi che da subito
hanno segnato l'avvio dell'Amministrazione. All'esordio della squadra, le
polemiche con l'Udeur, Rifondazione Comunista e Verdi per problemi di «visibilità
e rappresentatività politica», faticosamente ricuciti, soprattutto dopo le
esternazioni del consigliere del Campanile Nino Sollo, da un documento firmato
Udeur che, tuttavia, non aveva soddisfatto pienamente il sindaco.
E ieri, il Consiglio che salta per mancanza di numero legale; si trattava di una
seduta decisiva, con importanti provvedimenti all'ordine del giorno, ma
soprattutto nella quale la Salvato avrebbe testato la solidità del gruppo che
ufficialmente avrebbe dovuto sostenerla. Ma di effettuare un check up sullo
stato di salute della coalizione non c'è stato nemmeno il tempo; dopo l'esito
negativo dell'appello, il sindaco ha riunito la sua giunta e ha deciso di
mollare, non senza motivare le dimissioni con accuse precise a maggioranza ed
opposizione. «Non ci sto - risponde Antonio Bonifacio, capo dell'opposizione -
ad essere additato come colpevole; lasciando l'aula volevamo dare un segnale di
come senza di noi non si va avanti. Non ho mai cavalcato l'onda del dissenso; se
avessero rifatto l'appello, noi ci saremmo stati».
Il sindaco non è tornato sui suoi passi nemmeno dopo che i capigruppo di Ds,
Sdi, della Margherita e dell'Udeur hanno ribadito il loro appoggio, impegnandosi
a partecipare al primo Consiglio utile; l'addio della Salvato a Palazzo Farnese
è una decisione che, viste le motivazioni, sembra irrevocabile, anche se ha
venti giorni di tempo per ripensarci. Un invito che le arriva dal segretario
provinciale dei Ds Diego Beliazzi: «La città non merita un epilogo del genere
- dice il timoniere di via dei Fiorentini - mi appello all'autorevolezza, al
prestigio ed alla passione civile e politica di Ersilia Salvato: ritiri le
dimissioni, e insieme con il centro sinistra unito e con le donne e gli uomini
di Castellammare dia forza alle scelte che la città ha fatto due mesi fa».
Anche Rosa Russo Iervolino invita la sua collega stabiese a cambiare idea: «Mi
dispiace, spero che ritiri le sue dimissioni», dice da Palazzo San Giacomo.
Domani, probabilmente anche Antonio Di Pietro, atteso a Castellammare, le farà
lo stesso invito.