Ma la famiglia non crede al suicidio Le altre News
CINZIA BRANCATO
Si chiamava Agata, aveva 33 anni, era incinta al nono mese di un bambino che
avrebbe voluto chiamare Marco. Il fiocco celeste lo avrebbe appeso alla culla
oggi e, per festeggiare l'evento, il marito Luigi le avrebbe regalato un gran
mazzo di rose rosse e, intorno al suo letto di mamma al primo parto, si
sarebbero naturalmente riuniti parenti e amici. Agata, invece, non sarà mai
mamma. Marco non verrà mai infilato in un porte-enfant e Luigi deporrà rose
rosse sulle tombe. Il corpo di questa donna, bella e allegra e che fino a due
giorni fa ricamava camicine di lino per il suo bebè, è stato rinvenuto nel
cortile dell'ospedale San Leonardo di Castellammare poco dopo l'alba,
schiacciato al suolo, dopo un volo di 15 metri. Con lei è morto anche il
piccino che portava in grembo.
Gli inquirenti dicono che con ogni probabilità si è suicidata. Che si è
alzata dal letto di ospedale intorno alle 4. Che ha calzato le pantofole ma non
indossato la vestaglia. Che ha raggiunto il quarto piano e, aperta una finestra
che dà sul retro, si è gettata nel vuoto. L'ultima persona che l'ha vista
ancora in vita è la compagna di stanza. Alle 2, Agata dormiva tranquilla, poi
verso le 4 le è passata davanti agli occhi come un'ombra; ha pensato che
andasse in bagno e si è riaddormentata. Mezz'ora dopo si è risvegliata e, non
trovandola, l'ha cercata.
«Pensavo si fosse sentita male e ho chiamato l'infermiera». Il corpo di Agata
è stato ritrovato un'ora più tardi. Nessuno aveva voluto pensare a una
tragedia.È toccato al medico di turno del reparto di Ostetricia, Gianluigi
Russo, constatare il decesso della donna e del bambino. È lo stesso medico che
sabato ha eseguito l'ultima ecografia.
«Abbiamo sentito insieme al marito il battito cardiaco del piccino. Tutti i
valori erano normali. Tutto era pronto per il parto cesareo fissato per domani
(oggi ndr). La signora era felice e tranquilla. Dopo una prima gravidanza
conclusasi sfortunatamente con un aborto, era molto contenta di diventare
finalmente mamma. Che cosa sia accaduto durante la notte io proprio non lo so...».
E una spiegazione non riescono a trovarla il marito, il padre, i familiari
tutti, ma anche chiunque l'aveva conosciuta anche solo da poche ore. Agata non
aveva davvero alcun motivo di togliersi la vita. Era stata in gioiosa compagnia
con il marito fino alle 21 di sabato. Aveva scherzato con le altre pazienti del
reparto. Con una di loro era anche scesa al bar a prendere una Coca-Cola e si
era attardata fino a mezzanotte a raccontare i suoi progetti di mamma.
Agata era di Portici e viveva a Castellammare da due anni, da quando aveva
sposato Luigi. Insieme gestivano una cartolibreria e da qualche mese avevano
iniziato un corso per programmatori di computer. Piccoli particolari di una vita
destinata a trascorrere come tante. Se Agata è davvero morta suicida di certo
se ne ignorano le cause. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta e
il pm Ciro Cascone dice di non escludere anche la pista dell'incidente anche se
«per ora non è possibile effettuare un altro tipo di ipotesi diversa dal
suicidio». Si saprà di più dopo l'autopsia di oggi.