CASTELLAMMARE: SI RIUNISCE LA
MAGGIORANZA, VERDI ASSENTI
Salvato non molla, Ds infuriati
Vertice di fuoco col sindaco che però non ritira le dimissioni
CINZIA BRANCATO
Giorni di confronti, riunioni, telefoni che squillano: c’è ancora tensione a
palazzo Farnese, sede del Comune di Castellammare. Di ritirare le dimissioni il
sindaco, Ersilia Salvato, non ne vuole sapere.
Al tavolo politico voluto dai segretari provinciali e dai capigruppo consiliari
della maggioranza, ieri mattina, mancavano i Verdi. E chi c'era dice che di
questa assenza, Ersilia Salvato, si è molto indispettita, già provata da una
riunione con i Ds, in federazione, in cui sarebbero volate parole grosse. Perché
se ufficialmente la Quercia fa quadrato intorno al primo cittadino, nei suoi
confronti non mancano le critiche: per la sua politica considerata troppo
populista da un partito che mira a un’impostazione sempre più riformista, ma
anche e soprattutto per queste dimissioni che, nella sede di via dei Fiorentini,
nessuno si aspettava nè voleva. «Si è trattato di un dibattito vero,
appassionato, che ha fatto bene sicuramente anche al nostro partito», liquida
la questione il segretario provinciale ds, Diego Belliazzi.
Ma, intanto, Ersilia Salvato rimane ferma sulle sue posizioni, quelle che
l'altra sera al terzo Consiglio comunale andato deserto l'hanno portata a
sbattere la porta e a dimettersi dopo appena 50 giorni dalle elezioni. Ora ha
tre settimane di tempo per ripensarci mentre si mobilita la città con una
raccolta di firme in suo favore e l'annuncio di una manifestazione prevista in
piazza Municipio il 5 agosto. E mentre il tavolo politico si conclude con un
aggiornamento ai prossimi giorni. La coalizione si è impegnata a sottoscrivere
un documento in cui verranno assunti impegni precisi e quanto più possibile
convincenti a che il sindaco ritiri le sue dimissioni. Anche se non mancano le
resistenze.
Lo zoccolo duro è rappresentato da Rifondazione comunista, il primo partito ad
aver abbandonato, più di un mese fa, la maggioranza, seguito, poi, a ruota dai
Verdi e dall'Udeur. «Il nostro impegno oggi è tutto orientato verso la
soluzione di questa crisi - dice il segretario provinciale comunista, Giuseppe
De Cristofaro - ma alla Salvato non daremo mai un mandato in bianco per 5 anni».
L'Udeur invita la Salvato a ritirare le dimissioni ma al tempo stesso non ci sta
a passare per il partito delle poltrone. «Di passi indietro ne abbiamo fatti
anche tanti - dice il segretario Franco Terracciano - fino al baratro. Il nostro
sostegno al primo cittadino è leale, ma ai consiglieri comunali non metteremo
mai il bavaglio. Anzi chiederemo loro di vigilare sull'operato del sindaco e
della sua giunta». Attestati di stima e di solidarietà alla Salvato arrivano
dai segretari della Margherita e dell'Italia dei Valori, Sommese e Menduni de
Rossi. Più analitico il discorso del gruppo consiliare della Quercia. «Le
dimissioni del sindaco - si legge in un comunicato - aprono una riflessione
profonda sui limiti di una coalizione elettorale che stenta a trasformarsi in
coalizione politica. Dobbiamo valorizzare l'autonomia del primo cittadino nella
definizione degli assetti di governo e allo stesso tempo costruire un nuovo
rapporto con la società civile sempre più distante dai partiti. Il gruppo Ds
propone alle altre forze politiche un serrato confronto a partire dalle linee
programmatiche del sindaco».