CINZIA BRANCATO
Non è solo arrabbiata. È soprattutto delusa. Ha giurato che ai «ricatti» dei
partiti non si sarebbe mai piegata e ora che i partiti premono, Ersilia Salvato,
sindaco di Castellammare da poco più di un mese, si dice pronta a lasciare il
Palazzo. Sì, a dimettersi, a sfilarsi di dosso la fascia tricolore e a mandare
alla malora tutto.
«Se i partiti della coalizione non si ricompattano è molto meglio lasciar
perdere». Al diavolo tutti, dunque, a cominciare da quella parte della
maggioranza «che insiste su vecchi ragionamenti e su una pratica politica che
ha provocato guasti profondi alla città».
Realtà difficile da digerire per chi come lei aveva creduto che bastasse
mostrare il pugno di ferro per cambiare le cose. Che le cose stessero
diversamente, invece, se n'è dovuta convincere l'altra sera nel corso della
seduta del Consiglio comunale. Lei leggeva la sua relazione programmatica e
alcuni esponenti del centrosinistra, primi fra tutti quelli dell'Udeur,
rivendicavano il diritto a una poltrona in Giunta. E non è andata meglio
durante la votazione del presidente del Consiglio: Domenico Cioffi, candidato
della maggioranza è stato, sì, eletto ma soltanto alla quarta votazione e quel
che è peggio, tra le file della coalizione di centrosinistra, si sono contati
tre voti contrari e un astenuto.
«Di fronte alla gravità dei problemi che affliggono la città e a un'eredità
pesante sul tema della vivibilità c'è chi si permette di porre il problema
delle poltrone, usando finanche toni ricattatori. E questo è un comportamento
che giudico irresponsabile».
La Salvato, ieri mattina, ha riunito, così, la Giunta e nel pomeriggio ha
voluto vedere prima i consiglieri e poi i segretari e i capogruppi dei partiti
che l'hanno sostenuta. Cercava consensi. E in parte li ha avuti. Ha chiesto e
ottenuto la solidarietà degli assessori. Ai consiglieri, ai segretari e ai
capogruppi ha manifestato la sua difficoltà e preoccupazione a mantenere in
piedi una maggioranza orfana da subito di tre partiti: Udeur, Verdi e
Rifondazione. Alla fine quello che emerso è che nessun gruppo le ha negato
l'appoggio. Il segretario provinciale del Campanile, Bruno Terracciano, le ha
anche consegnato un documento firmato da tre consiglieri (Sollo, D'Apice e
Apuzzo) in cui gli uomini di Mastella riconfermano il sostegno alla coalizione e
al sindaco.
«L'Udeur non ha mai teso la mano per elemosinare un posto - dice Terracciano -
ha chiesto soltanto che gli venga data quella dignità politica che, purtroppo
non solo a Castellammare, continua inspiegabilmente ad essergli negata».
La riunione è stata aggiornata ai prossimi giorni quando il sindaco convocherà
i gruppi consiliari, come i partiti stessi hanno chiesto.