CINZIA BRANCATO
L'hanno soprannominata «Twin Sister», vale a dire sorella gemella; come
gemelle erano due società di vendita all'ingrosso di articoli per ferramenta,
la prima fallita nel 2001, ma subito sostituita dalla seconda, un’identica
struttura societaria creata per prendere il posto dell'azienda avviata alla
bancarotta.
È l'operazione della guardia di finanza di Castellammare, l'ultima in materia
di reati fallimentari, che ieri all'alba ha portato all'esecuzione di due
ordinanze di custodia cautelare domiciliare e tre misure di interdizione
dall'esercizio di imprese.
Nel mirino delle Fiamme gialle è finita la società Cfi (centro ferramenta
industriale) con sede in via Annunziatella. Nella rete anche un'intera famiglia:
padre, due figli e le loro rispettive mogli. Secondo gli uomini del maggiore
Giovanni Avitabile il gruppo familiare avrebbe dato vita a un vero e proprio «riciclo»
aziendale mediante il quale avrebbe provveduto a dirottare gli effetti del
fallimento della prima società su un prestanome, nominato per l'occasione
amministratore pochi mesi prima del fallimento. Un escamotage che avrebbe
consentito al nucleo familiare-imprenditoriale di continuare a operare
indisturbati nello stesso settore e con gli stessi clienti attraverso, però,
una nuova azienda dalla facciata pulita.
Avrebbero potuto farla franca e, invece, ai cinque è andata proprio male. In
manette sono finiti il padre e il primo dei due figli, l'interdizione ha colpito
le due donne e l'altro figlio. Per tutti l'ipotesi di reato è la bancarotta
fraudolenta. Le indagini della guardia di finanza, coordinate dal pm della
Procura di Torre Annunziata, Andrea Nocera, sono iniziate lo scorso gennaio in
seguito a un incendio che ridusse in cenere la merce, del valore di svariati
migliaia di euro, di proprietà, manco a dirlo, della società fallita un anno
fa.
Sulla base di un accurato lavoro di analisi documentale e bancaria, i finanzieri
sono riusciti così ad accertare che la società fallita era stata sostituita da
un'analoga struttura, ma soltanto dopo che erano state prosciugate tutte le
risorse finanziarie e patrimoniali residue. A scapito, ovviamente, dei
creditori.
Oltre alle ordinanze, i militari ieri mattina hanno eseguito il sequestro
preventivo dell’azienda neo-costituita con tutta la merce contenuta, nonché
il blocco dei conti correnti intestati a padre, figli e nuore. Una curiosità:
alla famiglia, oggi indagata, il Comune aveva affidato, meno di una settimana
fa, l'appalto per tracciare, in alcune zone di Castellammare, le striscie blu
per il parcheggio auto.