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PERDUTE

CINZIA BRANCATO
Si chiama Stu e vuol dire Società di Trasformazione Urbana. Era il 6 marzo scorso, quando il passato consiglio comunale ne approvò la costituzione e salutò il provvedimento come l'inizio di un'era che avrebbe dovuto trasformare il porto commerciale di Castellammare in una moderna stazione marittima. Un progetto ambizioso che doveva aprire la strada al primo «project financing» in quest'area, una società in pratica costituita per il 49% da privati e il restante 51% da Comune, Regione e Provincia.
«Il bando di concorso per coinvolgere i privati sarà pronto in un paio di mesi» si disse. Allora. E invece, a distanza di sette mesi, nulla è stato fatto. Dice oggi il comandante della Capitaneria di porto, Antonino De Simone: «Poteva essere una grande opportunità per la città. L’amministrazione ha dimostrato di essere disattenta alle problematiche portuali, la Regione di essere completamente disorganizzata nel settore. Basti pensare che, ad esempio, Castellammare è stata vergognosamente tagliata fuori dal metrò del mare».
Per raggiungere Pompei la Regione ha effettivamente privilegiato lo scalo di Torre Annunziata. «Hanno detto che era più vicino agli Scavi - continua De Simone - ma così non è e i tempi di percorrenza lo dimostrano. Una cosa questa che ho ripetuto in tutte le sedi, ma nessuno mi ha dato ascolto. Contavo sull'appoggio degli amministratori locali, ma la giunta Salvato ha ritenuto di non dover intervenire. E allora mi chiedo: ha ancora un senso parlare di stazione marittima? E se ancora ne ha: dove sono i progetti?».
E dire che sull'operazione-Stu da tempo c'è un grande interesse degli operatori del settore, vista la posizione strategica dello scalo rispetto a Sorrento, Capri e Pompei. Un ottimo motivo per partire con il piede giusto. Oltre al potenziamento delle vie del mare, in alternativa a quelle su gomma e rotaie, la futura stazione marittima dovrebbe, potrebbe, diventare anche un polo croceristico, l'altra faccia del porto turistico in costruzione sull'altro capo della costa, riservato a piccole e medie imbarcazioni. Al di là delle intenzioni, però, restano i fatti.
«Siamo ancora in una fase di studio della delibera approvato dal passato consiglio comunale - dice l'assessore all'Ambiente, Antonio Amoruso - ma non va dimenticato che in questi sette mesi a Castellammare si è insediata una nuova amministrazione. Entro dicembre contiamo, tuttavia, di far partire la Stu e di dare il via al bando».
Sette mesi fa si disse che si sarebbe trattato di un consorzio temporaneo di imprese, scelto fondamentalmente per la qualità del progetto architettonico e la credibilità del piano finanziario. Ma non è detto che è quello che deciderà di fare, oggi, la nuova amministrazione.