Il Mattino, 3 Settembre 2002

«Noi senzalavoro e senza più speranze»

CINZIA BRANCATO
Non sono Lsu e nemmeno disoccupati storici o ex operai di fabbriche come la Raccorderia Meridionale o la Cmc, due simboli della Castellammare industriale riconvertita in città turistica. Tagliati fuori da ogni possibilità occupazionale, da cinque anni i dipendenti della ditta «Ussorio» non percepiscono stipendio o altro sussidio. E ieri mattina, in segno di protesta, hanno piantato una tenda davanti al Comune: chiedono un posto di lavoro «uno qualsiasi» dicono. Annunciano che non andranno via fino a quando non avranno ricevuto garanzie dal sindaco mentre promettono nuove e più clamorose iniziative.
Nel '97, quando la ditta specializzata in impianti telefonici fallì, erano in 35. Ora sono in 19. «Una parte di noi è andata in pensione, qualcuno ha trovato fortuna all'estero - dice Carmine Zullo - ma gli altri, come me che non ho ancora compiuto 40 anni e ho moglie e figli, da tre anni non percepiamo stipendio. Finita la mobilità siamo stati tagliati fuori da ogni possibilità occupazionale».
Sono irrimediabilmente fuori dalle liste di collocamento («davanti a noi c'è un elenco lunghissimo di disoccupati storici») ma anche da quelle Lsu e Lpu. «Il pacchetto dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità è scaduto nel '95 e noi all'epoca un posto lo avevamo ancora».
Non hanno potuto quindi godere dei piani di riconversione industriale toccata agli ex operai della Raccorderia e della Cmc: i primi hanno trovato occupazione nelle Multiservizi, i secondi fidano nella realizzazione del porto turistico. Insomma disoccupati di serie B alla prima protesta in piazza.
«Finora ci eravamo limitati - dice Umberto Cannavale - a sollecitare le istituzioni con domande formali. In cinque anni abbiamo fatto il giro di tutti gli enti, ora siamo stanchi e soprattutto delusi. Troppe porte ci sono state sbattute in faccia, mentre vedevamo altri disoccupati che pian piano trovavano un posto. Siamo giovani e pronti a rimetterci in carreggiata con qualsiasi proposta».
Fidano nei nuovi appalti che a Castellammare dovranno a breve prendere il via. Primo fra tutti: la ristrutturazione della Reggia di Quisisana. Ma sperano di avere qualche chance anche nei turnover previsti alla Multiservizi e al Comune. Richieste che hanno ribadito ieri mattina agli assessori Orazio Milano e Alfonso Natale durante un incontro in cui l'amministrazione ha espresso la propria solidarietà e convocato per domani un altro summit a cui dovrebbe partecipare anche la ditta a cui sono stati affidati i lavori a palazzo reale.
Solidarietà agli ex dipendenti anche dal sindaco Salvato che assicura «La giunta cercherà di accelerare le procedure per la messa in atto di progetti per creare nuovi occasioni di lavoro».