TITTI ESPOSITO
Sessanta aule, 21 laboratori, 70 posti auto, 1800 metri quadrati di verde. E
ancora 1480 studenti, circa 200 fra docenti e personale ausiliario. Sono i
numeri del nuovo istituto tecnico industriale «Renato Elia» di Castellammare,
che ieri mattina è stato inaugurato alla presenza delle autorità civili e
religiose invitate per l'occasione. Alla cerimonia di apertura della nuova
scuola di via Annunziatella, (che manterrà ancora alcune classi nella vecchia
sede di via Virgilio e qualcuna ad Agerola) hanno partecipato fra gli altri il
presidente della Provincia Lamberti, i rappresentanti della Regione, la
neo-giunta di Ersilia Salvato, l'arcivescovo della diocesi sorrentino-stabiese
monsignor Felice Cece che ha benedetto l'edificio, gli scolari e le famiglie.
Una struttura colossale, su due piani, attesa da vent'anni, con ambienti ben
organizzati e laboratori all'avanguardia.
«Finalmente il nostro sogno si realizza - ha raccontato la dirigente scolastica
dell'Itis, Elisa Savarese - dall'82 si parlava di una nuova scuola, grazie anche
ai fondi della legge Falcucci (quattro miliardi, n.d.r.), ma solo d’ora in poi
potremo cominciare a lavorare veramente, in una realtà didattica tutta da
organizzare e valorizzare». Ai due piani dell'istituto divisi per specifici
settori, presto si unirà anche la palestra ed il campetto di calcio.
Dal laboratorio di meccanica a quello multimediale di informatica con pc in
rete, a quello di linguistica, alla biblioteca, alla mediateca, c'è veramente
l'imbarazzo della scelta per gli alunni dell'Itis Elia, molti dei quali
provengono dai paesi limitrofi.Questi ultimi potranno usufruire di corse
speciali di pullman alla fine delle lezioni, grazie a una convenzione fra la
scuola e l'azienda cittadina di mobilità.
La mensa dovrebbe in tempi brevi permettere il prosieguo delle lezioni anche di
pomeriggio. In via di allestimento sono poi il parcheggio per i motorini (e solo
per quelli che indossano il casco!) e il verde intorno alla scuola, che ospiterà
una casa delle farfalle, e in cui saranno piantati alberi legati alla storia
mitologica per dar vita a una sorta di «bosco delle fate». E poi sarà curato
un giardino della salute con le piante officinali, in collaborazione con l'orto
botanico di Napoli e la guardia forestale, e infine un'area sarà adibita ad
orto ecologico per sensibilizzare all'alimentazione naturale gli studenti, e uno
spazio invece servirà per il compostaggio (cioè il riciclo di rifiuti di
natura organica).