TITTI ESPOSITO
Doveva essere un campo sportivo polifunzionale e invece è solo una struttura
abbandonata: l’ennesima cattedrale nel deserto della periferia di
Castellammare, proprio la parte della città che ha più bisogno di iniziative e
progetti. La denuncia è di Michele Costagliola e Ciro Balia, capigruppo
consiliari dei Verdi e di Rifondazione comunista.
I due firmatari del documento, hanno chiesto più volte chiarezza al sindaco
Salvato e al presidente del consiglio Cioffi, sul progetto fermo da mesi, e
probabilmente bloccato dall'autorità giudiziaria per una «aggiunta abusiva»
al progetto originario. E così la nuova struttura geodetica, a traversa Meucci
nel rione Cantieri metallurgici, per la quale erano stati finanziati svariati
miliardi di vecchie lire, si è trasformato in uno spazio fatiscente.
«I lavori, iniziati con la vecchia amministrazione - ha spiegato Costagliola -
sono stati fermati a maggio perché la ditta che aveva in concessione il
cantiere non ha rispettato probabilmente il progetto strutturale. Adesso
vorremmo sapere che fine deve fare quello spazio che non solo valorizzerebbe il
rione, ma potrebbe regalare a tutta la città un campo regolamentare per il
calcio a cinque».
Un campo coperto che «sarebbe l'ideale per la squadra cittadina» come si legge
sempre nel documento, cioè lo Stabiamalfi che milita in serie A e che deve
trasferirsi nei comuni limitrofi per giocare in campi omologati il campionato.
E allora i disagi della mancata apertura del nuovo pallone geodetico (visto che
il vecchio impianto di viale delle Puglie è troppo piccolo) non si contano già
più. Fra l'altro, il nuovo impianto realizzato solo in parte è ormai diventato
un luogo a rischio dove si danno appuntamento vandali e tossicodipendenti.
«Il nostro obiettivo - ha poi sottolineato Balia - è di capire come vuole
muoversi l'amministrazione. Se completando i lavori o proponendo un'altra zona
per realizzare una nuova struttura vista la carenza di luoghi sportivi pubblici».
Alla denuncia dei consiglieri si aggiungono le lamentele dei residenti: «Nel
nostro quartiere le cose vengono sempre lasciate a metà - commenta uno studente
- e forse era meglio non partire proprio con un'iniziativa del genere per
evitare di dare false speranze a chi, come noi giovani, gli spazi sportivi li
cerca altrove».
Dello stesso parere anche una donna anziana che abita a pochi passi dalla
struttura abbandonata: «Al Comune ci devono almeno dire se lo spazio sarà
utilizzato per altre attività, qui ormai degrado e invibilità si toccano con
mano tutti i giorni».