Il Mattino - 26 Giugno 2002    Le altre News

PARLA LA GIAMMATTEI
«Dobbiamo recuperare
le risorse stabiesi»

TITTI MARRONE
Le nubi che si addensano sulla giunta guidata da Ersilia Salvato non guastano più di tanto l’umore della neo-assessora alla Cultura Emma Giammattei, nominata con sua grande sorpresa. Studiosa di letteratura, storia letteraria e civilisation napoletana, autrice di testi importanti come Retorica e idealismo. Croce nel primo Novecento, curatrice di un fondamentale carteggio Croce-Prezzolini e, più di recente, de La biblioteca e il dragone, Giammattei è quel che si può definire un’autentica intellettuale laica e indipendente. Ordinaria di Letteratura italiana all’università di Salerno, «incaricata» al Suor Orsola, ha sempre coltivato i suoi studi con vera passione per la civiltà culturale meridionale e con rigore ispirato anche dalla scuola dello storico Giuseppe Galasso. Dovrebbe avere, dunque, le carte più che in regola per sedere in modo creativo su una poltrona subito rivelatasi più bollente di quanto ci si aspettasse.

 «Conoscevo Ersilia Salvato da tempo, e la incrociavo spesso nel treno per Roma, lei deputata, io in viaggio per le mie ricerche in archivi o biblioteche», dice. «L’avevo conosciuta in passato, nei primi anni Settanta e ne avevo sempre seguito l’attività: in qualche elezione, credo anche di aver votato insieme per lei e per Giuseppe Galasso. Avevo firmato il manifesto di intellettuali stabiesi a suo favore» aggiunge «ma non mi aspettavo questa nomina. L’ho accettata di buon grado perché mi aveva colpito l’intenzione di recuperare le risorse stabiesi, persone che, come me o come l’italianista Matteo Palumbo, finora si erano sentite più che altro come apolidi, stranieri nella propria terra».
Non è preoccupata dalle polemiche nate intorno alla giunta?
No. Sono felice di partecipare a una battaglia indipendente, con un sindaco che ha avuto il coraggio della coerenza tra promesse e scelte, senza passare per la logica degli apparentamenti. La destra, del resto, non sta forse dimostrando che gli intellettuali servono?
Ha già in mente un progetto, una linea programmatica?
Le deleghe che ho ricevuto riguardano la promozione culturale, la valorizzazione dei beni artistici, storici, librari e archivistici, il museo e il parco archeologico, la Fondazione Viviani, il teatro comunale, i nuovi musei. Tutte cose che mi appassionano.
Da dove comincerà?
Dalla Fondazione Viviani. Dal teatro, dal grande teatro della tradizione napoletana. E dalla pittura, perché a Castellammare abbiamo avuto grandi artisti anche in questo campo. Come Enrico Gaeta, un maestro dell’800 di recente ricordato a Torino in una mostra. Perché la parola letteraria si lega a quella teatrale, a quella figurativa...
E quella politica?
Basta poco. Impegno, buona fede, disinteresse.