Corriere della Sera, 7 agosto 2002      Le altre News

 

La sindaca dopo il ritiro delle dimissioni si sofferma sugli scenari nazionali: saremo noi il laboratorio del centrosinistra

«A Castellammare nascerà il nuovo Ulivo»

Ersilia Salvato apre a movimenti e No Global: bisogna confrontarsi con culture diverse

CASTELLAMMARE — Vuole governare Castel-lammare,

ma non perde di vista gli scenari politici na-zionali.

Anzi è convinta che proprio all’ombra del mon-te

Faito possa realizzarsi un’esperienza pilota per la

costituzione del nuovo Ulivo, che piace al leader del-la

Cgil Sergio Cofferati, aperto alla partecipazione di

base, ai movimenti, ai No Global, ai girotondini. Il gior-no

dopo aver vinto il braccio di ferro con i partiti del

centrosinistra e ritirato le dimissioni, la sindaca Ersi-lia

Salvato ribadisce la valenza di laboratorio politico

di Castellammare. In un’intervista all’agenzia Ansa

l’ex vicepresidente del Senato riflette sulla crisi dei

partiti e propone come rimedio la ricetta che sta spe-rimentando

nella sua città di origine. «Dalle difficoltà

– afferma – non si esce solo affermando il ruolo inso-stituibile

dei partiti, ma soprattutto tornando a far po-litica

con un forte radicamento sociale, concentrando

l’attenzione sui contenuti». Salvato è in sintonia col

leader sindacale. «Sono d’accordo con Cofferati – so-stiene

– quando ragiona sulla necessità dei partiti di

riformarsi profondamente e sull’attenzione da dare a

tutte le forme di partecipazione sociale. Possiamo ben

dirlo a Castellammare dove si sta vivendo la forte no-vità

dell’affermazione di ruoli ben definiti, con la di-stinzione

tra indirizzi e gestione, cioè, da un lato, i par-titi

per gli indirizzi programmatici e, dall’altro, le sedi

decisionali del consiglio comunale, giunta e sindaco.

Qui da noi si sta sviluppando ancora una volta un la-boratorio

politico che punta al riequilibrio dei pote-ri».

Sulla proposta del comitato di saggi per l’elabora-zione

del programma dell’Ulivo e l’indicazione suc-cessiva

del leader unico, avanzata da Cofferati, Salva-to

non assume una posizione netta. «I metodi per ar-rivare

al risultato – sottolinea – possono essere diver-si.

Ma come sosteniamo in tanti sono importanti i

contenuti e non i leader. Finora l’Ulivo ha perso per-ché

è apparso come una coalizione rissosa più per la

spartizione che per i contenuti». La sindaca ds spiega

anche che, dal progetto di costruzione del nuovo Uli-vo,

Rifondazione comunista «non può essere lasciata

indietro», ma che occorre invece «un suo coinvolgi-mento

forte». Infine Salvato rispondendo ad una pre-cisa

domanda non esclude che Castellammare possa

ospitare iniziative dei No Global, come Sant’Angelo a

Scala, il piccolo comune dell’Irpinia dove per iniziati-va

di don Vitaliano della Sala i simpatizzanti del mo-vimento

anti-globalizzazione terranno un campus dal

17 al 24 agosto. «Sì – ammette la sindaca – Castellam-mare

può tornare ad essere anche su questo terreno

laboratorio di culture diverse. A me piacerebbe che il

Consiglio comunale potesse esprimersi anche su al-cuni

temi di solidarietà. Sono stata presidente del co-mitato

di senatori contro la pena di morte. Vorrei che

anche qui nella mia città si prendessero posizioni su

questo tema e su quello della pace. La rinascita di una

città passa anche per le politiche di solidarietà».

L’intervista della sindaca non passa inosservata e

provoca alcune reazioni. Preoccupata quella del con-sigliere

regionale Ernesto Landi di Ri che alle scorse

comunali stabiesi è risultato il secondo partito del

centrosinistra. «La chiusura della crisi e l’ampio do-cumento

redatto dalle forze politiche – afferma – de-vono

costituire il cemento di una nuova intesa che non

si può prestare a nuove polemiche. Non si avverte og-gi

alcun bisogno di ulteriori divisioni tra partiti e so-cietà

civile». Preoccupato anche l’ex sottosegretario

all’Interno Aniello Di Nardo (Udeur). «Dobbiamo evi-tare

un ulteriore spostamento a sinistra della coali-zione.

Noi moderati peraltro il dialogo con la gente

l’abbiamo sempre avuto. L’Udeur, l’Italia dei valori so-no

partiti cerniera ancora capaci di intercettare voti

di centrodestra e di frenare la fuga di elettori del cen-trosinistra.

Con accelerazioni a sinistra perdiamo tut-ti».