Bonifacio: ma si stanno confrontando due opposte arroganze

 

Corriere della Sera, 30 Luglio 2002           Le altre News

 

Senza enfasi, il leader dell’opposizione Antonio

Bonifacio, sconfitto al ballottaggio da Salvato,

non rinuncia a girare il coltello nella piaga. La

sindaca ha accusato anche la minoranza per lo

scioglimento della seduta del consiglio. «Noi – re-plica

Bonifacio – siamo l’opposizione: non spet-ta

a noi assicurare il numero legale. Peraltro vo-glio

far notare che finora abbiamo responsabil-mente

evitato di cavalcare il dissenso interno al

centrosinistra. All’elezione del presidente del con-siglio

comunale ho ottenuto quindici voti, proprio

come il candidato della maggioranza: mica ab-biamo

tappezzato la città di manifesti». L’ex se-gretario

del Ppi stabiese propone la sua spiega-zione

dell’accaduto. «Castellammare – osserva –

è una città difficile. Da un lato il sindaco ha vo-luto

instaurare una linea di durezza, di rigidità, di

poco ascolto. Dall’altro i partiti della maggioran-za

sono caduti nelle solite contraddizioni, hanno

ceduto alla tentazione dell’accaparramento. Pro-

babilmente si stanno confrontando due opposte

arroganze». Ma Bonifacio avanza anche un dub-bio.

«Lo scioglimento della seduta – ipotizza – po-trebbe

essere stata una messinscena organizzata

proprio per evitare una discussione antipatica sul-le

questioni politiche ancora aperte. Lo penso per-ché

al momento dell’uscita dall’aula ho detto al

presidente del consiglio che avrebbe potuto rifare

l’appello dopo un quarto d’ora. Mi ha risposto che

non avrebbe potuto farlo. È proprio così?». Sul-l’esito

della contesa tra Salvato e i partiti e so-prattutto

sulla vicenda delle dimissioni Bonifacio

non azzarda pronostici. «Il sindaco – dice – ha

venti giorni per decidere. Tutto è nelle sue mani e

in quelle dei consiglieri di maggioranza. Dipen-derà

da chi cederà prima, da chi avrà più polso.

Finora hanno fatto e disfatto tutto da soli. Da cit-tadino

mi auguro solo che la città abbia un go-verno

all’altezza dei problemi e delle aspettative

generali». (g. c.)

l’ex rivale