Il Corriere della Sera, 30 Luglio 2002                Le altre News

Caos a Castellammare, Salvato sbatte la porta

Manca il numero legale in consiglio. L’assessora Giammattei: l’hanno lasciata sola, non poteva fare altro

CASTELLAMMARE — Neanche due mesi dopo

l’elezione a sindaca, l’ex vicepresidente del Sena-to,

la diessina Ersilia Salvato ha gettato la spugna:

si è dimessa ieri pomeriggio dopo lo scioglimento

della seduta del consiglio comunale per mancan-za

del numero legale. Al momento dell’appello in

aula erano assenti i tre consiglieri dello Sdi – che

hanno giustificato il ritardo con la pioggia – il con-sigliere

dei Verdi e un consigliere dell’Udeur. A quel

punto la minoranza ha deciso di lasciare l’aula.

Salvato ha annunciato le dimissioni con un co-municato

stampa diffuso in serata. «Non intendo

sottovalutare – ha scritto – la gravità di quanto ac-caduto:

la mancanza del numero legale ha impedi-to

l’approvazione di due importanti provvedimen-ti,

il primo per i dipendenti comunali e soprattut-to

l’altro in favore dei ceti meno abbienti che at-tendono

da mesi il contributo alloggiativo». Ma

Salvato non ha nascosto anche l’amarezza per le

difficoltà politiche della maggioranza di centrosi-nistra

che hanno caratterizzato l’avvio della con-siliatura.

Del resto, quella di ieri è stata la secon-da

seduta dell’assemblea cittadina sciolta per

mancanza del numero legale. Dieci giorni fa inve-ce

la maggioranza è riuscita a far eleggere il suo

candidato alla presidenza del consiglio comunale,

il diniano Domenico Cioffi, solo per il rotto della

cuffia. Quindici pari col leader dell’opposizione An-tonio

Bonifacio, il verdetto nella votazione decisi-va:

il candidato del centrosinistra è stato eletto so-lo

grazie alla più lunga permanenza in consiglio co-munale.

Si è trattato di un segnale chiaro del ma-lumore

di alcuni consiglieri nei confronti della sin-daca,

dopo la composizione della giunta. Le scelte

dell’ex vicepresidente del Se-nato

sono state criticate con

forza dall’Udeur, da Rifonda-zione

comunista e dai Verdi.

«Lo scioglimento della seduta

– ha continuato Salvato – non

ha consentito neanche di svol-gere

un dibattito serio sulle dif-ficoltà

registrate all’interno

della maggioranza all’indoma-ni

della formazione della giun-ta.

Non posso a questo punto

che prendere atto che i tenta-tivi

di innovazione politica e

programmatica, che pur tra difficoltà, stavamo

cercando, sindaco e giunta insieme, di realizzare

rischiano di essere vanificati da una pratica politi-ca

che nei fatti si rivela indifferente alla domanda

di cambiamento che la città ha espresso». Dopo lo

scioglimento del consiglio a Salvato è giunta la la-conica

dichiarazione buttata giù in tutta fretta dai

capigruppo consiliari di Ds, Margherita, Sdi e

Udeur. «Sottolineiamo – hanno precisato – che la

seduta del consiglio è andata deserta per ragioni

non politiche. Nel ribadire la fiducia al sindaco ci

impegniamo a partecipare alla prossima seduta

utile del consiglio stesso». Non è bastato.

Un appello alla sindaca dimissionaria è stato ri-volto

in serata dal segretario provinciale dei Ds,

Diego Belliazzi. «Castellammare – ha affermato –

non merita un epilogo del genere. I Ds esprimono

fiducia, sostegno e stima a Salvato, con l’auspicio

e la certezza che sulla base della dichiarazione dei

capigruppo sia possibile addivenire a un chiari-mento

di fondo che consenta di continuare il cam-mino

di rinnovamento intrapreso». Emma Giam-mattei,

assessora alla Cultura della giunta Salva-to,

ha escluso che le dimissioni abbiano rappre-sentato

un colpo a sorpresa della sindaca. «Ersilia

– ha affermato – è persona equilibrata, paziente e

razionale. Altro che pasionaria. In queste ultime

settimane ho visto la sua solitudine. Che altro po-teva

fare?» Ha auspicato l’immediata ricomposi-zione

anche il leader dell’Udeur Clemente Mastel-la.

«I partiti – ha dichiarato – riflettano sul loro ope-rato.

Lo stesso chiedo alla Salvato. Spero che an-che

lei possa riconciliarsi con la maggioranza».

Gimmo Cuomo