Corriere della Sera, 30 Luglio 2002              Le altre News

BEL GESTO, BRUTTA ARIA

Tanto di cappello alla sindaca di Castellammare.

Avrebbe potuto volgere lo sguardo altrove, far finta di

non vedere lo sfarinamento della sua coalizione, mini-mizzare

l’ennesimo nulla di fatto in Consiglio comu-nale,

e invece ha sbattuto la porta. Fragorosamente. È

difficile non cogliere in questo gesto le tracce delle due

culture che si fondono in Ersilia Salvato: quella istitu-zionale,

maturata negli anni trascorsi al Senato, di cui

è stata anche vicepresidente; e quella movimentista,

che è propria dell’ala più radicale e girotondista del

suo partito, quella Quercia sempre pronta, di questi

tempi, a cogliere gli umori di chi protesta fuori dal Pa-lazzo.

Piuttosto che piegarsi ai continui condizionamenti

dei partiti rimasti senza assessorati da gestire, la sin-daca

– mescolando tatticismo e moralismo – ha prefe-rito

mettere subito le carte in tavola: o fate quello che

dico io o ce ne andiamo tutti a casa. Funzionerà? Sal-vato

ha venti giorni di tempo per ripensarci ed è pro-babile

che alla fine si adeguerà a più miti consigli. Ma

ormai il dado è tratto: a questo punto o si piega lei o si

piegano definitivamente i partiti. Nell’un caso o nel-l’altro

le cose, per il centrosinistra, non si mettono af-fatto

bene. Un sindaco senza coalizione alle spalle, in-fatti,

di strada non ne può fare molta. E Castellamma-re

non è un caso isolato. C’è la Regione, dove ancora si

litiga per una poltrona al San Carlo; e c’è il Comune di

Napoli, dove la Iervolino pur non sbattendo ancora la

porta ha già perso la pazienza parecchie volte.

L’opposizione? Guarda, aspetta e intanto si lecca i

baffi.