Corriere della Sera - 18 Luglio 2002       Le altre News

 

ECOMOSTRO : LA DIFESA DI VOZZA

Vozza: «No, ha dato un futuro all’area»

NAPOLI — «Bisogna am-mettere che quel progetto, contestualizzato in una fase

difficile per la città senza prospettive, ha dato la pos-sibilità ad un’area industria-le

di avere un futuro». Salvatore Vozza, ammini-stratore delegato della Tess, la società che gestisce il contratto d’area torrese-stabiese, in cui insiste la me-gastruttura

di Pozzano che tanto non piace ad ambien-talisti, sindaco e presidente della Provincia, difende una «scelta difficile». «Che ha ri-chiesto delle correzioni ri-spetto a vecchi progetti».

Si spiega meglio?

«Nel calderone di Italia ’90 in quell’area era previsto un residence. Il progetto suc-cessivo avrebbe invece uti-lizzato tutte le cubature esi-stenti.

Questo concordato tra i vari enti è stato di gran lunga ridimensionato ri-spetto

al precedente».

Si è aperto un dibattito sull’albergo di Pozzano, co-sa ne pensa?

«Ritengo che la discussio-ne su questa scelta sia legit-tima e vi partecipo senza

chiusura. È legittimo pensa-re che non sia stato utile mettere lì un albergo, però

stiamo attenti. Bisogna su-perare il punto che riguarda la legittimità degli atti o cu-bature diverse dall’origina-le. Da quello che risulta dal-le carte il progetto corri-sponde a quello concorda-to».

A lei piace il complesso quasi ultimato?

«Condivido la critica sul lato estetico. Io stesso ho chiesto tempo fa agli im-prenditori

di fare una rifles-sione sulla qualità architet-tonica della struttura, an-che rispetto all’uso dei ma-teriali, non perché siano difformi o scadenti, ma se una volta realizzata un’ope-ra cozza con quanto c’è in- torno deve esserci la possi-bilità di qualche aggiusta-mento. Proprio perché ri-tengo che l’ex Calce e ce-menti debba essere l’alber-go più bello della zona. Que-sto dibattito non può non portare ad una fase di arric-chimento e gli imprenditori si aprano a questa discus-sione. I progetti possono es-sere migliorati man mano che si procede e soprattutto quando si è certi che è un’a-rea turistica che deve esse-re qualificata».

Ma non sarebbe stato me-glio abbattere tutto, piutto-sto che recuperare?

«Sarebbe stato anche economicamente vantag-gioso abbattere tutto e rico-struire,

invece è stato scelto di salvaguardare la preesi-stenza industriale e tentare di fare progetto che incor-porasse pezzi della vecchia fabbrica. È una scelta».

E a chi invece critica il progetto di realizzare una beauty farm nella stessa

città delle Terme?

«Più albergi ci sono più aumenta la capacità di at-trazione sull’area. Significa

che avremmo un’offerta dif-ferenziata per il turismo e un’ulteriore ricchezza».

S. B.

Salvatore Vozza