CASTELLAMMARE
Salvato cede al pressing di Mastella
Vicesindaco all’Udeur, ma il partito
protesta: non ci basta, siamo penalizzati
CINZIA BRANCATO
Dicono di essere stati penalizzati, di sentirsi mortificati e non esitano a
definire addirittura «insopportabile» la generosità praticata nei confronti
di altre forze politiche. A scapito, naturalmente, del loro partito. E,
pertanto, invitano a scendere al loro fianco tutti i segretari provinciali del
centro sinistra.
Gli uomini di Mastella proprio non ci stanno a sotterrare l'ascia di guerra. E
premesso che non hanno nulla da ridire sulla nomina a vicesindaco di uno di
loro, il notaio Salvatore Di Martino, tale designazione, tuttavia, non placa
l’ira del partito di Mastella. «Tale designazione, anzi - scrivono in un
comunicato - è da ritenersi solo una parte del riconoscimento politico e
amministrativo che il risultato elettorale dell’Udeur avrebbe meritato. Il
sindaco Salvato ha dimenticato in fretta il ruolo avuto dal nostro partito nelle
due fasi del voto. Essa non si è preoccupata di alcun equilibrio nella
definizione della Giunta e non ha inteso rispettare la dignità dei partiti che
hanno concorso alla sua elezione».
Pertanto, ribadiscono di rimanere fuori dalla maggioranza. Fino a quando? «Fino
a quando il primo cittadino non riterrà di ripristinare un confronto corretto e
costruttivo con l'Udeur». Cosa a cui in verità, Ersilia Salvato, non pensa
proprio. E se pure ci pensa non lo dà a vedere. Fedele al suo «non rimarrò
ostaggio dei partiti come è accaduto al mio predecessore», prosegue dritta per
la sua strada della «piena autonomia». Fiduciosa, probabilmente, che un
accordo sulla nomina delle altre cariche pubbliche (vedi la presidenza delle
Terme, quella del Consiglio comunale) potranno far tornare sui propri passi i
consiglieri comunali dell'Udeur che oggi tanto dichiarano di continuare nel loro
disimpegno.
Anche se per ora resta il dissenso: l'altra sera il segretario provinciale
dell'Udeur, Bruno Terracciano e quello regionale, Ugo de Flaviis, hanno
incontrato il Gruppo Consiliare del Campanile di Castellammare, il presidente
del comitato cittadino e l'ex sottosegretario, Nello Di Nardo. Dall'incontro è
venuto fuori l'invito a tutti i segretari provinciali del centro sinistra a
intervenire, affinché, a Castellammare «si creino le migliori condizioni
politiche e amministrative che consentano a tutti i partiti della coalizione di
contribuire al governo della città e all'attuazione del programma».
In attesa di risposte, intanto, a Palazzo ci si prepara alla prima seduta del
Consiglio comunale. Martedì 10 luglio la prova del nove per il sindaco, forte
(anzi, debole) di una maggioranza che vince sull'opposizione di un solo seggio
appena. Al disimpegno dell'Udeur, si ricorderà, va infatti aggiunto quello già
conclamato di Rifondazione comunista e dei Verdi, tagliati fuori anche loro
dall'Amministrazione comunale e pronti a fargliela pagare a questa signora
d'acciaio «che non tiene conto delle loro richieste e meno che mai delle loro
aspirazioni». Gongolano i partiti del centro destra: con una maggioranza così
risicata mandare a monte qualsiasi provvedimento saràè un gioco da ragazzi.
Non si lascia intimidire la Salvato che ieri, a meno di un mese dal suo
insediamento, ha presieduto la seconda giunta del suo mandato.