CINZIA BRANCATO
La fonte dell'«Acqua della Madonna» resta chiusa, ma, se gli esperti dell'Asl
hanno visto giusto, non ancora per molto. Dai primi accertamenti effettuati, in
seguito all'ordinanza di chiusura, per inquinamento, firmata l'altra sera dal
sindaco Ersilia Salvato, è, infatti, emerso che se davvero di inquinamento si
tratta questo non riguarda la falda acquifera.
Passati al microscopio, i prelievi di acqua, analizzati ieri mattina dagli
uffici di igiene e sanità dell'azienda sanitaria Napoli 5, hanno presentato
tracce di materiale terroso. L'ipotesi più attendibile è, pertanto, che nella
sorgente, che si trova nei pressi del porto di Castellammare, vi siano finite
infiltrazioni di terra dovute ai lavori alle fogne e di arredo urbano eseguiti
in quella zona.
E se l'assessore comunale all'Ambiente, Antonio Amoruso, dice che il Comune «sta
lavorando alacremente per riaprire al più presto la fonte pubblica», il
responsabile dell'ufficio di prevenzione dell'Asl, Giovanni Giordano, invita i
cittadini a non drammatizzare su quanto è accaduto.
«Ho chiesto al sindaco la chiusura della sorgente in via precauzionale, poichè
da prelievi effettuati dall'Arpac i valori dell'acqua sono risultati leggermente
invasi da uno streptococco. Nulla di grave, tuttavia. Chi ha bevuto Acqua della
Madonna nelle passate ore può stare tranquillo che non gli succederà nulla. Al
massimo potrà accusare una leggera dissenteria». Nei prossimi giorni, saranno
eseguite altre analisi su campioni di acqua.
«Per verificare la presenza di altri streptococchi. Non escludiamo - continua
Giordano - che ci si possa trovare dinanzi a un inquinamento retrogradato,
provocato, cioé, dagli stessi cittadini che vanno a riempire le taniche di
acqua scalzi, al ritorno dal mare, e quindi con i piedi pieni di sabbia».
Su un altro punto, inoltre, si può stare tranquilli: l'ordinanza di chiusura
firmata dal sindaco riguarda soltanto la mescita pubblica di via Duilio. Nulla a
che fare, dunque, con le sorgenti delle Terme che hanno loro fonti interne. Ma
alle Terme non si può, però, andare a fare la «provvista».
Per un po' i cittadini dovranno rinunciare a quella che da queste parti è da
sempre una tradizione: la fila alle fontanine dell'Acqua della Madonna. E
dovranno rinunciare al «pizzo» imposto sull'acqua anche gli improvvisati
gestori della sorgente, più volte denunciati dalle forze dell'ordine, ma mai
spariti dalla circolazione.
Da sette mesi, poi, l'Acqua della Madonna, è uscita dal mercato, da quando lo
stabilimento, che imbottigliava la famosa acqua dei naviganti, ha chiuso i
battenti per fallimento. Ora la città attende che qualche imprenditore si
faccia avanti: il primo bando è stato fissato per la fine di settembre.
Un'operazione che tocca molto da vicino lo stesso Comune a cui la Regione ha
affidato la concessione della fonte.