«Non sono contro la Nato, ma le armi sono la strada sbagliata per la pace»
di ERSILIA SALVATO *
Caro direttore,
la ringrazio per la crescen-te
attenzione che rivolge alla
mia attività di sindaco e le
confesso che trovo divertenti e
piacevoli alcune ricostruzioni
giornalistiche, quale ad esem-pio
il racconto dei fatti che si
svolsero in occasione del con-certo
della Sesta Flotta Nato a
Castellammare di Stabia nei
primissimi anni ’80, pubblica-to
ieri sulle pagine del suo
giornale.
Mi permetto di fare soltanto
due precisazioni di cronaca.
La prima: la manifestazione
pacifista vide protagonisti
non soltanto giovani di sini-stra,
ma anche movimenti cat-tolici
e alcuni sacerdoti, a di-mostrazione
di un sentimento
diffuso di avversione alla
guerra e alle spese militari che
attraversava larga parte del-la
società stabiese. La secon-da:
che durante la carica di
polizia non fui «schiaffeggiata
da un vicequestore», ma colpi-ta
più volte alle spalle da man-ganellate,
mentre cercavo di
difendere alcune ragazze pic-
chiate violentemente e tirate
per i capelli, giù per le scale,
da alcuni agenti, ai quali ave-vo
più volte ripetuto che ero
una parlamentare della Re-pubblica.
Detto questo, vengo alla vi-sita
delle otto imbarcazioni
Nato, annunciata dalla Capi-taneria
di porto di Castellam-mare
per il prossimo 10 set-tembre.
Innanzitutto per por-re
l’accento sulla natura della
piccola flotta, costituita da
unità cacciamine, destinate
quindi a un’attività di bonifi-ca
marina lì dove - penso alla
costa adriatica - la guerra ha
portato lutti e distruzioni: ot-to
navi che imbarcano ufficia-li
e marinai tutti di naziona-lità
europea, dalla marina
britannica alla flotta turca.
Come già detto, la città Ca-stellammare
di Stabia saprà
onorare la propria tradizione
di ospitalità e amicizia. A que-sto
proposito, voglio utilizzare
il suo giornale per annuncia-re
che nella prossima seduta
consiliare porterò la proposta
di aderire al Coordinamento
nazionale degli enti locali per
la pace, l’associazione che ha
sede a Perugia, nata su propo-sta
del compianto padre Erne-sto
Balducci. Il consiglio sarà
chiamato a far propria la Di-chiarazione
di ente locale per
la pace. Penso infatti che i pro-
blemi della pace e della guer-ra
del nostro tempo hanno or-mai
assunto una dimensione
tale da investire direttamente
le comunità locali e la vita del-la
gente. Nessuna ostilità,
dunque, verso gli uomini im-barcati
sulle navi delle otto
marine europee, ma solo il di-ritto
di considerare gli arma-menti
la strada sbagliata per
perseguire la pace, in confor-mità
ai principi costituziona-li
e alle norme internazionali
che sanciscono il ripudio del-la
guerra come mezzo di riso-luzione
delle controversie in-ternazionali
e promuovono la
cooperazione tra i popoli.
Ricordo inoltre che l’ammi-nistrazione
comunale sarà
impegnata già dalle prossime
settimane a portare avanti il
progetto di trasformazione
dell’attuale porto commercia-le
in Stazione marittima e in
polo crocieristico, così come
deliberato dal passato consi-glio
comunale. Questa sfida è
una delle priorità program-matiche
della mia ammini-strazione,
perché offre l’op-
portunità di rilancio e di ri-nascita
del centro antico che
sorge proprio a ridosso dell’a-rea
portuale. Attorno alla nuo-va
funzione turistica e alle at-tività
connesse alla portualità
passeggeri intendiamo co-struire
una nuova occasione
di sviluppo per Castellamma-re,
utilizzando lo strumento
della Società di trasformazio-ne
urbana per realizzare la
stazione marittima. L’augurio
è che presto nel nostro porto
possano entrare navi passeg-geri
e sempre più traghetti ve-loci,
restituendo al porto di
Castellammare la funzione di
baricentro del comprensorio
turistico vesuviano e sorrenti-no.
Si intende, gentile direttore,
che sono a sua disposizione
per approfondire altri mo-menti
della mia attività di
parlamentare e delle vicende
della mia città, che tanto ap-passionano
lei e i suoi ottimi
collaboratori e - me lo auguro
- anche i suoi lettori.
* sindaco di Castellammare di
Stabia
Ersilia Salvato