Nel Rapporto sui primi cento giorni d’attività si fa il conto dei

guasti: «Dal mancato decollo dell’Ufficio relazioni col pubblico alle

disfunzioni in molti uffici urbanistici e della polizia municipale»

 

Corriere del Mezzogiorno, 24 Novembre 2002

NAPOLI — I primi cento giorni di amministrazione stabiese targata Ersilia Salvato, sono racchiusi in un dossier – il «Primo rapporto alla città» – che è destinato ad aprire un nuovo deflagrante caso a Castellammare.

PERCHÈ È ORA I « «CENTO GIORNI»

Eletta il 10 giugno 2002, la sindaca ritiene di aver potuto cominciare a lavorare solo da settembre a causa della crisi politica durata l’intera estate.

« QUADRO ALLARMANTE »

Secondo la prima cittadina, che ha presentato il documento alla stampa, siamo di fronte a un «quadro allarmante».

Una situazione tale da farle ripetere più di una volta che «bisogna ripartire dall’Abc».

POLITO MAI CITATO, MA....

L’ex vicepresidente del Senato, alla guida di una coalizione di centrosinistra, non ha

mai citato direttamente il suo predecessore, Catello Polito, anch’egli diessino (alla testa dell’amministra-zione stabiese per nove an-ni), ma ne ha praticamente stroncato gran parte dell’azione amministrativa.

MACCHINA COMUNALE "OUT"

L’organizzazione della macchina comunale, è scritto in un apposito capitolo del dossier che diventerà anche un numero speciale del bollettino comunale «Informastabia» (recapitato via posta a tutte le 23mila famiglie della città), è «obsoleta e inadeguata a

un’amministrazione che intende essere trasparente, moderna e improntata al ripristino della normalità in tutte le sue sfaccettature».

E ancora: «In alcuni casi le difficoltà operative degli uffici finiscono per avere ripercussioni negative sulla capacità dell’ente di rispondere in tempo alle esigenze

operative: si pensi ai tempi spesso eccessivamente lunghi che l’Ufficio Contratti impiega per completare gli atti necessari all’affidamento degli appalti; al mancato decollo dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che pure dovrebbe essere strumento di partecipazione democratica; alle disfunzioni presenti in molti uffici del Settore Urbanistica e del Corpo di Polizia municipale». Per giungere alla realizzazione degli

obiettivi programmatici di quest’amministrazione «si sta procedendo a una completa

riorganizzazione della macchina comunale, sulla base di una proposta organica in corso di elaborazione da parte della Direzione generale, sui cui è già iniziata la discussione in

Giunta. Essa sarà sottoposta fin dalla prossima settimana all’esame della Giunta e delle organizzazioni sindacali».

ASSUNZIONI ALLA MULTISERVIZI

 La Castellammare di Stabia Multiservizi ha un capitale sociale interamente versato di 1 milione e 796mila euro. Il socio di maggioranza è il Comune (20.077 azioni), mentre

quelli di minoranza sono la Ares scpa, Vesta spa e Gestione e srvizi srl (14.700 azioni). «Nel mese di gennaio 2002» (quando era ancora sindaco Polito), è scritto sempre nel dossier, «sono stati assunti 23 ex cassintegrati impiegati come Lsu al Comune di Castellammare, sul presupposto del trasferimento alla Multiservizi dei compiti di manutenzione ordinaria della pubblica illuminazione e di pulizia di alcuni uffici comunali. Era previsto anche il passaggio di espurgo e manutenzione fogne e caditoie, ma la società, nonostante avesse già incassato la cifra convenuta per fornire il servizio, ha fatto sapere al Comune di non essere in grado di assicurarlo».

Ebbene, «i costi del personale sono aumentati, mentre non è ancora corrisposto a ciò un significativo miglioramento e diversificazione dei servizi erogati alla cittadinanza». Ne consegue che «si tratta di assunzioni i cui costi, di fatto, ricadono tutti sulle casse

comunali, mentre l’ente, a sua volta, è impossibilitato a nuove assunzioni per le norme della Finanziaria e il mancato rispetto del patto di stabilità, laddove c’e’ necessità di coprire posti vacanti in organico in settori strategici».

I PUNTI DEBOLI DELLA SPA

Ipunti deboli della società,che occupa 149 persone ed è presieduta da Alfredo Mazzei (scelto da Polito), «sono fondamentalmente tre: una politica occupazionale, che ha fatto lievitare i costi, troppo alti rispetto alla qualità e quantità del servizo erogato; il mancato adeguamento tecnologico di mezzi e attrezzature; una strategia aziendale,

che non vede attualmente la Multiservizi sul mercato, avendo quale unico committente il comune di Castellammare di Stabia: è indispensabile, perciò, che la

società cerchi altri committenti».

CONDONO FALLIMENTARE 

Nel 1995 (Polito sindaco) le pratiche di condono edilizio erano 5400. «In sette anni

sono state rilasciate soltanto il 3,94 per cento delle concessioni, rispetto alle domande e restano da definire ben 5245 pratiche».

Ma «più grave è che dopo la revoca dell’incarico a 29 tecnici comunali, nel 2001,

le pratiche risultano sparpagliate in vari luoghi e uffici, mancando un idoneo archivio: insomma il rischio concreto è che molte pratiche vadano smarrite!». Nella riorganizzazione della macchina comunale, annuncia la sindaca, «stiamo predisponendo la totale riorganizzazione dell’Ufficio a partire dalla rotazione del personale, con la messa in rete di questo ufficio con gli altri uffici collegati». Tra l’altro «dietro le 5245 pratiche di condono ci sono altrettanti potenziali soggetti che potrebbero/dovrebbero

non solo versare gli oneri concessori, ma anche essere iscritti a ruolo e pagare l’Ici come tutti gli altri proprietari "legali e legittimi" di case e appartamenti».

Insomma, «chi ha costruito abusivamente appare, paradossalmente, privilegiato rispetto al proprietario in regola».

ANTI ABUSIVISMO VELLEITARIO

 «Da questi dati si evince quando sia apparsa velleitaria la lotta all’abusivismo edilizio dal 1995 ad oggi».

Ossia praticamente durante tutto il mandato di Polito.

TERME AL TRACOLLO

Esaminando i dati gestionali della società Terme di Stabia che gestisce i due stabilimenti di Castellammare controllati dal Comune «non si può fare a meno che

costatare una situazione di grave crisi, il che impone un’urgente iniezione di managerialità e di investitori esterni per evitare il totale tracollo delle aziende».

Quanto alla privatizzazione, «il bando approvato dal passato Consiglio prevede

la cessione del 49% del pacchetto azionario della Terme di Stabia Spa. La procedura

è andata deserta per ben due volte: le spese di gestione del complesso termale sono troppo onerose, mentre le convenienze del privato, in assenza di un indotto come avviene in altre realtà termali (alberghi, centri benessere, beauty farm, linee cosmesi,

imbottigliamento, ecc.) si riducono fortemente». Anche qui accuse ben precise.

IL CASO ASAM

La Salvato,nell’ottobre scorso, ha deciso lo scioglimento del consiglio di amministrazione dell’Asam, l’azienda speciale delle risorse idriche.

«La nuova Amministrazione comunale si è trovata di fronte a una situazione molto grave, non solo  perché in presenza di uno stato debitorio notevole che nel corso degli anni non è stata mai affrontato (e i cui costi oggi potrebbero ricadere interamente sul bilancio comunale), ma anche alla luce di una presenza di crediti molto ingenti, in ordine ai quali non sono stati messi in atto seri provvedimenti di recupero coattivo». Inoltre «i bilanci 2000 e 2001 dell’Asam non sono mai stati esaminati e approvati dal consiglio comunale precedente».

GORI PENALIZZATA

«Le modalità di trasferimento del sistema idrico dall’Asam alla Gori (la società di gestione del servizio idrico in 59 comuni), che erano state concordate con la precedente amministrazione, hanno destato più di una perplessità: in pratica questo

sarebbe dovuto avvenire lasciando i debiti in eredità al Comune, mentre nel complesso aziendale erano stati inseriti, oltre alla rete idrica e alla forza lavoro, anche alcuni pozzi realizzati dall’Asam alcuni anni fa, il cui passaggio sarebbe dovuto avvenire senza alcun onere per la Gori».

L'EX SINDACO : NON PARLO

Catello Polito, raggiunto al telefono a Pisa, dice: «Voglio prima vedere con i miei occhi.

Solo dopo parlerò».

SI PREPARA UN ADDIO?

Secondo alcune voci la «lady di ferro» stabiese potrebbe pensare anche ad andar via

se non venisse messa nelle condizioni di governare al meglio. Lei ufficialmente smentisce, ma...

Paolo Grassi

L’ANALISI

 

HA DETTO