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Premessa
Maria Felicita Garcia Malibran, fu, per i suoi contemporanei, una leggenda vivente, e ancora oggi lo scintillio della sua breve ma intensissima vita dedicata all’Opera ispira i cantanti, affascina i melomani e suscita interesse negli storici. Maria Malibran era una cantante di incredibili capacità tecniche: la sua voce si estendeva con facilità lungo tre ottave, dal FA sotto il rigo al MI sopra di esso. Nessun musicista avrebbe composto per un’estensione simile e quindi spesso era lei stessa a scriversi le sue cabalette, cavatine e variazioni difficilissime, che sono una testimonianza indiretta del suo virtuosismo di contralto, soprano e soprano leggero. Rossini e Donizetti permettevano alla Malibran di introdurre variazioni alle loro composizioni, quando non componevano specificatamente per lei tali licenze come nel caso di Bellini per i “Puritani”. Oltre alle doti vocali, Maria Malibran aveva presa sul pubblico per le sue capacità drammatico-interpretative, ma certo la sua complessa personalità di donna con volontà ferrea nell’affermare la sua arte e una biografia dai tratti romanzeschi contribuivano al fascino che esercitava la sua figura. Napoli fu importantissima per la Malibran e cruciale nella determinazione del suo successo; fu a Napoli che ebbe i primi rudimenti della musica e vi tornò da artista affermata per consacrare il suo trionfo. Ormai giunta alla notorietà più esaltante di Parigi e Londra, poco più che ventenne, volle ritornare in Italia e soprattutto a Napoli, anche per il legame con Rossini che con la sua musica aveva stimolato le sue grandi doti di tecnica. Napoli le darà anche Bellini a cui sarà legata da un rapporto intensissimo compositore-interprete. |
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